2018 2017 2016
            Fiabe e miti dei Paesi Nordici
 Presentazione 
La fiaba è un racconto popolare fantastico, dalle origini antichissime, che narra vicende di esseri umani e di esseri soprannaturali. Nelle fiabe compaiono orchi, streghe, maghi, fate, folletti, gnomi e altri personaggi fantastici. Narrate e tramandate oralmente, sono poi state trascritte in tutto il mondo e studiate.
In questo numero proponiamo una raccolta di fiabe, leggende e miti dei paesi del Nord, la cui scelta è volta a riscoprire la ricchezza della tradizione orale e dell’immaginario popolare nei paesi iperborei.
Le antologie di fiabe islandesi, svedesi, lapponi, irlandesi, danesi e norvegesi, sono giunte sino a noi grazie al lavoro di appassionati filologi, linguisti e studiosi del folklore del XIX secolo, periodo d’oro degli studi sulle tradizioni popolari. Tutte queste antologie hanno come denominatore comune il realismo magico della vita e un linguaggio semplice e diretto. Le fiabe popolari non sono testi indirizzati esclusivamente ai più piccoli, ma anche agli adulti, come preziosa occasione di confronto con culture lontane e ignote. Le fiabe hanno in comune diversi tipi di personaggi e spesso narrano fatti simili, ma ad una lettura attenta si scopre che esse, pur nella loro somiglianza, rivelano culture differenti e ambientazioni specifiche. Nei freddi paesaggi e nelle verdi distese sconfinate del Nord l’atmosfera di magia e incanto è sempre presente, sia che si tratti di un principe o di una principessa, di un giovane e valoroso guerriero, di un completo scansafatiche, di un troll, di giganti, di maghe e di streghe. 
Per la conoscenza dei miti del Nord, oltre al saggio di Gianna Chiesa Isnardi, I miti nordici, diventato un’importante punto di riferimento per gli studi scandinavistici, proponiamo un dizionario di mitologia scandinava, e alcuni libri su miti e leggende nordiche.
Particolare attenzione è stata data al danese Hans Christian Andersen che, nella prima metà dell’Ottocento, raccolse, trascrisse, e rielaborò molte fiabe popolari. Andersen è famoso in tutto il mondo come narratore per bambini, ma le sue fiabe e storie sono rivolte anche a un pubblico adulto.  Le 159 fiabe scritte da Andersen, sono state ora tradotte integralmente in una edizione a cura di Bruno Berni e ben illustrate da Fabian Negrin.
 
Un auguri di Buon Natale e felici letture a tutti!
Fiabe
Fiabe danesi

Iperborea, 2015

Fiabe danesi

C'era una volta una principessa trasformata in cervo che tornava a essere donna ogni notte di Natale, c'era un giovane in cerca di fortuna finito al servizio di un malvagio troll, c'era un povero pastore che trovò un borsellino capace di sborsare monete all'infinito, e poi c'era una tovaglia che si imbandiva da sola. Sono le meraviglie delle fiabe a rivivere in questa antologia, un mondo di possibilità sconfinate in cui la realtà quotidiana di re e contadini, locande e foreste si popola di draghi, animali parlanti, streghe e folletti, si colora di magie, metamorfosi e prove da superare. La saggezza popolare, l'eterna tensione verso l'amore e la felicità, e il piacere di raccontare e abbandonarsi alla fantasia animano queste fiabe tratte dalle prime raccolte scritte dell'Ottocento, quando la tradizione orale andava scomparendo e anche la Danimarca, sulla scia dei fratelli Grimm, riscopriva questo prezioso patrimonio narrativo, molte fiabe contengono le versioni origi nali di storie che hanno continuato ad affascinare e ispirare scrittori fino a diventare dei classici e ricomparire anche nei libri di Andersen.

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Fiabe svedesi

Iperborea, 2017

Fiabe svedesi

L’eterna lotta tra il bene e il male a suon di astuzie e di magie, le avventure di eroi contadini che affrontano giganti e draghi, di una bellissima principessa tramutata in topolina, di un principe condannato a vivere sotto terra e a mostrarsi solo al tramonto. L’universo incantato, imprevedibile eppure familiare delle fiabe, le cui origini si perdono nella notte dei tempi e nei reami sconfinati dei sogni, si esprime in tutto il suo fascino e la sua forza narrativa in questa antologia. Tratte dalle prime raccolte scritte dell’Ottocento, volte a preservare un patrimonio letterario che rischiava di scomparire insieme alla tradizione orale, queste storie, tra le più raffinate nel panorama nordico, ci offrono un viaggio nell’immaginario popolare svedese. Un mondo antico in cui gioca un ruolo fondamentale il legame con la natura, quella che detta le dure leggi della vita nelle campagne ma offre anche ispirazione alla fantasia per foreste piene di tesori custoditi da troll, fiumi abitati da lucci parlanti, tigli che suonano musiche meravigliose e animali dai poteri fatati che regalano fortuna a chi li rispetta e sventura a chi non sa ascoltarli. Un mondo che ci dischiude le sue credenze, paure, leggende, rivelando allo stesso tempo le varianti svedesi di motivi universalmente noti, diventati oggi dei classici e immortalati da Basile, Perrault, i fratelli Grimm e Hans Christian Andersen, come quelli di Cenerentola e Biancaneve, o ancora una fiaba che intreccia a sorpresa le avventure del Gatto con gli stivali e della Principessa sul pisello.

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Paula Loikala
Fiabe finlandesi

Aracne, 2015

Fiabe finlandesi

Un'antologia

Questo libro presenta la traduzione italiana di fiabe, inedite in Italia, dello scrittore e illustratore finlandese Rudolf Koivu, vissuto nella prima metà del Novecento. Le fiabe qui tradotte sono esempi tipici della favolistica del Nord Europa in cui l’ambientazione è spesso caratterizzata da fitti boschi abitati da fate e troll, e in cui si alternano personificazioni di alberi, del sole e della luna, fenomeni che non hanno riscontro nella letteratura fiabesca italiana. Alla traduzione delle fiabe, preceduta dal testo originale, viene affiancata un’analisi della tradizione orale popolare finlandese tramandata per secoli. Nelle fiabe popolari autoctone più diffuse si conservano tracce dell’antica società di cacciatori, motivo per cui troviamo come protagonisti gli animali della foresta come l’orso, il lupo, la volpe e la lepre. Le fiabe finlandesi ricche di archetipi e di simboli rappresentano un viaggio nell’inconscio, nell’io profondo, aiutano ad affrontare e superare le paure nascoste e a trovare quegli animali mitici che conservano tracce di una visione totemica del mondo. Antico e moderno, nazionale e internazionale, sono solo alcuni degli aspetti che rendono unica la letteratura per l’infanzia finlandese e fanno di essa un oggetto di studio non solo per gli esperti del settore, ma anche per chi è affascinato dalle fiabe di questo paese.

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Fiabe popolari svedesi

BUR Rizzoli , 2017

Fiabe popolari svedesi

Alla fine del XIX secolo un maestro di scuola prese a girare la Svezia in bicicletta alla ricerca di testimonianze della cultura popolare ormai al tramonto. Ne derivò una ponderosa raccolta di fiabe, trascritte dalla viva voce del più celebre cantastorie dell'epoca, Stromberg il cieco. Si riuniva così per la prima volta, secondo il modello stabilito per le fiabe tedesche dei fratelli Grimm, il ricchissimo patrimonio orale tramandato per secoli dai 'sagoberattaren', narratori professionali di favole chiamati ad allietare con i loro racconti le feste religiose e le occasioni rituali. Questa antologia esplora un mondo variegato e pieno di incanti: favole del focolare, ma anche novelle burlesche, apologhi e parabole che tratteggiano un universo magico, talora crudele, i cui protagonisti sono troll, trollesse, animali dai poteri fatati, giovani scaltre e figli sciocchi. Un mondo sospeso tra sogno e realtà, in cui gioca un ruolo sempre decisivo il legame con la quotidianità, fatto di adeguamento ai ritmi stagionali e di obbedienza alle antichissime leggi della tradizione.

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James Stephens
Fiabe irlandesi

BUR Rizzoli, 2017

Fiabe irlandesi

Una serie di storie leggendarie diventa la porta d'ingresso per epoche e luoghi lontani, dove si incontrano tradizione e fantasia. Queste fiabe ripercorrono le tappe della storia d'Irlanda, dall'età in cui il primo uomo poteva trasformarsi in cervo, falco o salmone, al tempo degli eroi. Fionn, paladino di queste leggende, è allo stesso tempo uno e molti: bambino ricco di temperamento, appassionato amante, tenerissimo padre, avventuroso capo delle bande di Fianna, e ancora poeta, veggente, saggio, sempre animato, in ogni suo ruolo, da un'irrefrenabile curiosità per il diverso, e teso ad ascoltare la "musica di ciò che accade". James Stephens raccoglie il patrimonio dei cantastorie d'Irlanda e riporta alla luce miti e leggende, espressione di un prezioso tesoro di conoscenze, permettendoci di riviverle fedelmente, con la straordinaria spontaneità dello spirito originario.

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Fiabe e leggende norvegesi

Besa, 2015


Fiabe e leggende norvegesi

Queste antiche "Fiabe e leggende norvegesi" dimostrano quanto la letteratura non abbia avuto, in origine, necessità di autori. Il loro pubblico, composto da pescatori, taglialegna e cacciatori, doveva essere d'una scaltrezza intellettiva fulminante. Mai avrebbero dato credito a chi si fosse presentato come "creativo": le leggende erano raccontate da chi le aveva udite chissà dove e in chissà quale passato. L'arcaico cantastorie negava sempre la paternità di ciò che raccontava. La vicenda leggendaria doveva essere autrice di se stessa: a lui bastava la soddisfazione di narrarla. Più volte in queste fiabe vediamo gruppi di uomini vicini a un fuoco o a un camino, seduti attorno all'ospite che racconta. Ascoltando, ne narrano a loro volta. In tal modo la favola diventa contenitore di altre. Possono essere più o meno lunghe, alcune hanno l'aspetto dell'aforisma: sembra quasi che ogni frase sia una storia completa, l'immagine singola di una vicenda. Le storie compaiono come un nemico nel buio, uno spirito dalla foresta, come una voce udita nel silenzio. Sipario spesso in questi racconti delle voci del mare, dei fiumi; e sono voci che avvertono, minacciano, consigliano. 0 preannunciano gli eventi. Ebbene, per coloro che le vivevano, tutte le leggende avevano lo stesso fascino inquietante di essere "voci", grida trasformate in dicerie. Discorsi sovrumani, le fiabe sono brusii della natura che sovrasta gli individui, li spaventa o li aiuta.

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Fiabe islandesi

Iperborea, 2017

Fiabe islandesi

Terra di miti e leggende che sembrano riecheggiare ancora nei suoi paesaggi lunari, l'Islanda ha dato voce alla sua creatività anche in un originale patrimonio di fiabe, qui raccolte in un'antologia inedita. Un mondo di castelli stregati, lotte in sella ai draghi e viaggi per mare con le barche di pietra dei troll, popolato da bellissime regine che si rivelano orchesse, elfi dispettosi che è bene farsi amici, giganti a tre teste che escono dalle grotte di lava, e una natura "vivente" piena di misteri, dove ogni roccia, animale o corso d'acqua può nascondere un'insidia o una presenza fatata. Storie che raccontano l'eterna lotta tra il bene e il male a colpi di magie, metamorfosi e prove di astuzia e di coraggio, ma a oche l'origine di un proverbio o di un'antica credenza che fonde il sacro e il pagano, come quella degli elfi, i "figli sporchi" che Eva non è riuscita a lavare prima di una visita di Dio e che da allora dimorano negli anfratti rifuggendo ogni sguardo umano. Storie in cui i motivi di Biancaneve o delia Bella addormentata hanno risvolti per noi inaspettati, e se la giustizia trionfa sempre come vuole la tradizione, punendo i malvagi e dando felicità e ricchezza ai probi, ogni fiaba ci sorprende con uno humour irriverente, un'inedita sensualità o una crudezza che ricorda le saghe. Pagina dopo pagina ci avviciniamo all'anima di un popolo che nelle solitudini boreali ha sempre viaggiato con la parola, l'immaginazione, la poesia.

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Atlante leggendario delle strade d'Islanda

Iperborea, 2017

Atlante leggendario delle strade d'Islanda

Tra spettri, maghi e mostri marini un viaggio lungo la statale n. 1 in sessanta leggende. A cura dell'esperto in cultura e storia islandese Jón R. Hjálmarsson, un atlante sui generis e una guida di viaggio alternativa per percorrere (di persona o con l’immaginazione) le strade d’Islanda immergendoci nella storia, nel paesaggio e nelle leggende legate a ogni luogo.
Tra le ricchezze letterarie dell’Islanda c’è un patrimonio di miti e leggende tramandato attraverso i secoli che è tutt’oggi una presenza viva nell’immaginario popolare. Questo anche perché in nessun altro posto come in Islanda le storie sono inscindibili dal paesaggio, nascono da una natura “vivente” e misteriosa, che non ha tardato a popolarsi di troll, elfi, spettri, eroi e stregoni. Ogni angolo del paese ha ispirato le sue leggende, da cui spesso derivano gli stessi toponimi, e ogni leggenda può essere mappata geograficamente. L’Atlante leggendario delle strade d’Islanda ci guida in un viaggio attraverso l’isola raccontando le leggende più memorabili di ogni luogo, dalle località più famose agli angoli più remoti e inesplorati. Storie che spiegano l’origine di un villaggio, di una credenza o di una roccia bizzarra; storie sul serpente del lago Lagarfljót, sugli spiriti che dimorano in un anfratto, in una casa abbandonata o in una collina di lava; storie di eventi poderosi, imprese eroiche, luoghi sacri o incantati; storie legate al credo pagano, come la leggenda dell’impronta dello zoccolo di Ásbyrgi, e altre più recenti basate su eventi reali, come la tragica scomparsa di un gruppo di bambini in una cascata. Accompagnato da pratiche mappe e piccole illustrazioni, l’Atlante è suddiviso in zone geografiche e ogni leggenda è preceduta da un’introduzione che la localizza e ne spiega l’origine oltre a dare una descrizione del panorama circostante e curiosi cenni storici e culturali sulla regione, indicando di volta in volta quali sono i luoghi che hanno lasciato una loro traccia anche nelle saghe.

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Miti
Gianna Chiesa Isnardi
I miti nordici

Longanesi, 2016

I miti nordici

Verso la fine dell'VIII secolo la storia conosce nuovi protagonisti: i Vichinghi. Il mondo "civile" viene infatti sorpreso e sconvolto dalla comparsa, sulle coste britanniche, di predoni del mare provenienti dal Nord dell'Europa. Sono le prime avvisaglie di una serie crescente di incursioni e di imprese grazie alle quali questi uomini raggiungeranno terre ignote e lontane. Abilissimi navigatori, sagaci commercianti, predatori spietati, guerrieri pressoché invincibili, i Vichinghi hanno potuto custodire e trasmettere per secoli l'eredità culturale dei loro avi. A questo retaggio di tradizioni è dedicato il presente volume, che pone al centro del proprio interesse il patrimonio mitologico delle popolazioni nordiche.

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Ingri e Edgar Parin D'Aulaire
Miti del Nord

Donzelli, 2007


Miti del Nord

In principio c'era Odino, il re degli dei, degli uomini e delle guerre, che conduceva alla testa delle Valchirie, le sue feroci guerriere. Accanto a lui, c'era il barbuto Thor, dio del tuono, che agitava il suo magico martello contro i giganti, gli eterni rivali. E poi c'era Freya, la dea dell'amore, alla perenne ricerca del marito, per cielo e per terra, su di un carro trainato da gatti bigi; e soprattutto c'era Loki, il fratello di sangue di Odino, che col suo spirito cialtrone faceva morire dal ridere gli altri dei. Loki il mascalzone, "il Dio del Niente in Particolare, ha rappresentato il dio della mia mente di bambino, con i suoi impulsi contrapposti di vandalismo e visione, immaginare cose e sfasciarle. E mentre faceva e disfaceva complotti, generava e cancellava mostri, contribuiva a ritardare e accelerare il termine delle cose, restava il dio della natura infinitamente complicata dello svolgere trame, del raccontare stesso", come dice Michael Chabon nella sua prefazione. Ingri e Edgar d'Aulaire catturano tutto ciò in una prosa immediata, magica e realistica al tempo stesso, che non si sofferma mai a scuotere la testa o a spalancare la bocca di fronte alle meraviglie e ai disastri che nelle loro raffigurazioni si fanno remoti e al contempo vividi.

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Dizionario di mitologia germanica
Argo, 2007

Dizionario di mitologia germanica

Il "Dizionario" di Lecouteux, fondandosi sulle saghe medioevali, su leggende e tradizioni popolari, consente di conoscere la mitologia germanica, o meglio la mitologia germanico-scandinava) in tutta la sua ricchezza. Un dizionario di dèi ma anche di fate, elfi, folletti, spiriti, nani e giganti.

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A. S. Byatt
Ragnarök. La fine degli dèi

Einaudi , 2013

Ragnarök

La fine degli dèi

Lei "era una bambina magra, delicata, tutt'ossa, come un tritone, con capelli che sembravano fili di fumo illuminati dal sole". E c'era la guerra. L'aviazione tedesca bombardava Londra e i centri industriali. Gli abitanti delle città si rifugiavano in campagna. Come la bambina e sua madre, che per un paradosso del destino in campagna, pur essendo sposata, "può avere una vita della mente". Il padre è via, nei cieli dell'Africa, forse. Sua madre, a cui piacciono le parole, le regala un libro, "Asgard e gli dèi", la storia del Ragnarök, la fine senza resurrezione degli dèi norreni. Il libro diventa una compagnia essenziale, la bambina lo legge ogni sera in un tenue spiraglio di luce, ammira il coraggio di Odino, si compiace degli inganni di Loki, si gode le sue avventure subacquee in compagnia della portentosa serpentessa sua figlia. Di giorno riflette su quelle storie, a cui non crede, ma che tuttavia "le si attorcigliavano nel cervello come fumo, ronzando come api scure dentro un alveare". L'aiutano a tenere a bada un'inconscia disperazione. Ha paura, paura che il padre non torni, paura di veder sparire il mondo che conosce. Legge anche i miti greci e le fiabe dei Grimm e di Andersen, ma perfezione e fantasia non le offrono appigli per fronteggiare un senso di disastro imminente.

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Lorenzo Valle
Miti nordici e miti celtici

Il Cerchio , 2017

Miti nordici e miti celtici

Nella nostra epoca tendiamo a considerare il "mito" come qualcosa di contrapposto al vero, al reale, ben diverso era però l'atteggiamento delle società arcaiche. Il mito per sua stessa natura era vero, espressione della verità assoluta
Questo originale studio prende in esame il mondo mitologico dei Celti e degli antichi Scandinavi, popoli lontani da noi geograficamente e culturalmente ma pieni di fascino; il confronto tra queste due culture - diverse ma che hanno avuto contatti tra loro e per un lungo periodo di tempo - è un affascinante metodo per comprendere meglio culture così diverse dalla nostra.

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Il canzoniere eddico

Garzanti, 2017

Il canzoniere eddico

Anonima, approdata sulla pergamena dopo un periodo imprecisabile di tradizione orale, la raccolta del "Canzoniere eddico" narra eventi divini e umani, miti ed eroi dell'antica Islanda. La rivalità, l'inganno, la vendetta, la sofferenza, l'eroismo, l'ineluttabilità del destino sono i temi ricorrenti che ne evidenziano il carattere formativo-didattico. Poesia sempre rinata per l'attività di cantori che improvvisavano davanti all'uditorio, quella che troviamo in queste pagine è il congelamento ultimo di una tradizione in movimento da secoli, che aveva accompagnato decine di generazioni di uomini nelle loro migrazioni.

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Snorri Sturluson 
Edda

Adelphi, 2014

Edda

«Vi fu un tempo remoto / in cui nulla era: / non sabbia né mare / né gelide onde. / Non c’era la terra / né la volta del cielo; / ma voragine immane / e non c’era erba». Nelle sale altissime del Walhalla, dal tetto coperto di scudi dorati, il re Gylfi, «uomo saggio ed esperto di magia», ascolta questa prima risposta alle sue appassionate domande: «Quale fu l’inizio? e come ebbe principio ogni cosa? e prima che c’era?». Sono i fondamentali interrogativi di ogni mitologia, che si riferisce sempre a un tempo originario e separato dalla durata comune: nell’Edda di Snorri a rispondere saranno gli stessi dèi nordici, mutevoli e ambigui, pronti al travestimento e all’inganno, perché la loro essenza è appunto di travestirsi continuamente nelle apparenze del mondo che li manifesta. E dietro la voce degli dèi ci parla quella di uno straordinario scrittore, in cui si riuniscono qualità che raramente hanno potuto trovarsi congiunte. Islandese, Snorri Sturluson visse dal 1178 al 1241, quando cadde assassinato, probabilmente per ragioni politiche. Era un grande erudito, paziente raccoglitore delle tradizioni storiche, letterarie e mitologiche del suo popolo, che poi si sarebbero riverberate per secoli nella nostra civiltà, fino a Wagner e a Tolkien. Ma Snorri era anche un grande narratore – tanto che in lui Borges ha visto, paradossalmente, il primo antenato di Flaubert – e un poeta esperto di tutti i prodigiosi segreti della poesia scaldica, e soprattutto era un uomo del mito – se così possiamo chiamare chi, nell’atto di rammemorare le origini, ne varia e amplifica le vicende, le intreccia e le separa, ne ripropone gli enigmi, infine le vive nella scrittura con un’intensità che lascia intravvedere come gli iniziati dovevano rivivere nei misteri le vicende degli dèi. È questo forse che dà alla sua Edda, qui tradotta e commentata per la prima volta in italiano da Giorgio Dolfini, quella vibrazione inconfondibile di incantamento, quella forza sprigionante dalle immagini che ha ogni vera parola mitologica. Così il lettore avrà l’impressione di veder risorgere intatto, in tutte le sue intricate vicende, il maestoso, cupo e selvaggio mondo nordico, mentre ruota intorno al frassino Yggdrasill, dalle radici senza fine, in cicli implacabili di distruzione e rinnovamento, che esaltano e travolgono dèi benigni e maligni, elfi e valchirie, nani, streghe, giganti, eroi e animali. E tutta l’Edda di Snorri apparirà infine come una mobile contemplazione di questa smisurata ruota di eventi, nella presciente attesa del lupo Mánagarm, pasciuto della carne dei morti, annunciatore della catastrofe, che «ingoierà la luna e spruzzerà di sangue il cielo e l’aria tutta», e insieme di quel tempo nuovo in cui, ancora una volta, «la terra emergerà dal mare e sarà verde e bella e i campi cresceranno senza seme».
Robert Graves
La Dea Bianca

Adelphi, 2009


La dea bianca

Grammatica storica del mito poetico

"... uno dei pochi sommi capolavori del nostro secolo ... libro denso ed esultante, teso sul filo di una conoscenza minuta della letteratura gallese e irlandese, dei primordi greci ed ebraici". Elémire Zolla. " Ho sempre creduto che i grandi libri sulla mitologia siano, essi stessi, dei libri mitologici: ereditano una grande tradizione mitica, la raccolgono, la interpretano; e la continuano, facendo echeggiare di nuovo tra noi quei miti, avvolgendoci nella loro melodia, contagiandoci coi loro suoni, come migliaia di anni fa o in quell'istante miracoloso fuori dal tempo, in cui il mito per la prima volta esplose alla luce. Robert Graves ha portato questo principio sino in fondo ... il risultato è un libro straordinariamente ricco e vivo, che di colpo ci fa abitare vicino alla misteriosa Dea Bianca, a Eracle, alle sirene, alle mille divinità celtiche". Pietro Citati
Luigi G. De Anna
Thule. Le fonti e le tradizioni

Il Cerchio , 2017

Dizionario della mitologia germanica

Le fonti e le tradizioni

Una leggenda antica, che nasce nel IV secolo AC, un'isola mitologica che compare e scompare...
Dalla mitologia greca ai pellegrini medievali, dalle invasioni vichinghe all'epopea delle esplorazioni rinascimentali il mito di Thule, l'ultima isola del Nord, eternamente cercata ed eternamente sfuggente.
Rimane vivo nell'immaginario europeo come una delle immortali terre del mito, al pari della celtica Avallon.

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Hans Christian Andersen
La fiaba della mia vita

Donzelli, 2015

La fiaba della mia vita

Andersen aveva tutte le ragioni per credere d’aver vissuto una fiaba: figlio di un ciabattino, cresciuto in una famiglia povera, e presto orfano di padre, a soli quattordici anni abbandona la piccola Odense e se ne va per il mondo in cerca di fortuna. Intanto a Copenaghen, poi chissà. A guidarlo è un sogno: il giovane Hans Christian non sa bene ancora come, ma ci riuscirà; d’altronde, una fattucchiera ha letto i fondi di caffè e ha rivelato alla madre: «suo figlio diventerà un grand’uomo!». Andersen sa che, sia pure tra mille difficoltà e stenti, tra ostilità e derisioni, da grande farà l’«artista», non importa se ballerino, cantante o poeta. E infatti gli basteranno pochi anni per entrare a pieno titolo nell’élite culturale europea come uno dei più grandi scrittori di fiabe. Da quel momento in avanti la scena del mondo è tutta per lui: è accolto nelle corti più importanti, dove re e regine si commuovono mentre lo ascoltano leggere le sue storie, e nei più prestigiosi salotti, dove incontra gli artisti del mo mento: da Dumas a Rossini, da Dickens a Wagner. Andersen per. non dimentica di essere un figlio del popolo, ed è la gente comune che lo incuriosisce quando passeggia per le strade di Roma o per i vicoli di Costantinopoli. Ma a catturarlo è soprattutto la natura: lo splendido scenario innevato delle Alpi come la superficie infuocata di un Vesuvio in eruzione, il paesaggio aspro delle coste scandinave come la vista dell’oceano che bagna Tangeri. Questa autobiografia è la sua fiaba più bella, anche perché ci lavorò per tutta la vita: era diventata quasi un’ossessione per lui. Già a ventisette anni, in partenza per uno dei suoi viaggi, lasciò precise istruzioni per la pubblicazione dei suoi primi ricordi nel caso in cui non avesse fatto ritorno. Per fortuna non ce ne fu bisogno: nel 1855, a cinquant’anni, scrisse la sua autobiografia ufficiale, su cui si basa la presente edizione. Il lettore scoprirà in queste pagine come le più famose fiabe di Andersen – dalla Piccola fiammiferaia al Brutto anatroccolo – siano legate a doppio filo alla sua biografia, quasi che lo scrittore cercasse la fiaba in tutto ci. che vedeva.

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Hans Christian Andersen
Fiabe e storie

Donzelli, 2014

Fiabe e storie

«Cominciò a nevicare e ogni fiocco di neve che cadeva su di lei era come se ne gettassero a noi una cassetta piena, perché noi siamo grandi e lei era alta solo un pollice. Allora si avvolse in una foglia secca, ma non la poteva scaldare, tremava di freddo». Pollicina

Le fiabe di Hans Christian Andersen costituiscono un corpus narrativo che non ha uguali per forza e ampiezza di diffusione nell’ambito delle culture occidentali. Composte e pubblicate fra il 1835 e il 1874, esse scaturiscono in gran parte dalla fantasia originale dell’autore e solo in minima parte dalla materia popolare cui pure, almeno inizialmente, egli dichiarò di ispirarsi. Il fatto è che Andersen non si limita a ripercorrere e reinterpretare il filo della grande tradizione favolistica europea, inaugurata da Basile, fissata da Perrault e ulteriormente strutturata da Hoffmann. Dotato di un’inquieta tensione romantica e di un’autentica consapevolezza borghese, Andersen cambia radicalmente la prospettiva della fiaba. Prima di lui maghi, streghe, gnomi, draghi, fate e orchi erano figure dotate di poteri speciali, dalla sapienza impenetrabile, misteriosa, ignota al lettore. Andersen, al contrario, opera una sorta di umanizzazione di animali e cose e spesso s’immerge egli stesso nelle creature di sua invenzione, diventando di volta in volta un abete, un salvadanaio, una lumaca, una teiera. È qui il segreto del suo planetario successo: inventare figure irreali, per poi subito immergerle nel mondo reale, nella quotidianità delle passioni e delle pulsioni. «Le fiabe mi stavano in mente come un seme – ha detto di se stesso alla fine della sua carriera di scrittore –, ci voleva soltanto un soffio di vento, un raggio di sole, una goccia d’erba amara, ed esse sbocciavano». Dopo il primo successo del 2001, rinnovato nel 2005 in occasione del bicentenario della nascita di Andersen, l’edizione Donzelli torna oggi a ravvivare quel «soffio di vento» e quel «raggio di sole» attraverso il talento di uno dei massimi illustratori contemporanei, Fabian Negrin.

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Hans Christian Andersen
La regina delle nevi e altri racconti

Rizzoli, 2017

La regina delle nevi e altri racconti

Un reame di ghiaccio dove non esiste la tristezza ma nemmeno la gioia, governato da una regina a cui una delusione d'amore ha spezzato il cuore. Un imperatore della lontana Cina che si allontana dalla natura perché preferisce inquietanti oggetti artificiali. Una sirena che per amore è disposta a rinunciare a tutto, e il bambino che insegna agli adulti ad ammettere che il re è nudo. Dalla Regina delle nevi alla Sirenetta; dall'Usignolo ai vestiti nuovi dell'imperatore, c'è qualcosa di ancestrale e allo stesso tempo sempre moderno nelle fiabe di Hans Christian Andersen, che uniscono elementi del folklore nordico a fini rappresentazioni dei moti dell'animo presenti in ogni essere umano. Edmund Dulac ricrea con la delicatezza e l'eleganza delle sue illustrazioni i personaggi immortali e i mondi incantati delle fiabe di Andersen, accompagnando il lettore nella riscoperta delle storie più belle di sempre.

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Albi Illustrati
Jean-Francois Chabas
Fenrìs. Una fiaba nordica

Gallucci, 2012

Fenrìs

Una fiaba nordica

 Le voci della Natura lo accompagnavano, con un soffio costante che avvisava: "Feroce! Feroce! Ecco arrivare il feroce lupo rosso!". Il terribile lupo Fenrìs della mitologia nordica in una storia spaventosa, tenera e istruttiva.

Hans Christian Andersen
La regina delle nevi. Una fiaba in sette storie 
L'ippocampo, 2015

La regina delle nevi

Una fiaba in sette storie

L’illustratrice-incisora Sanna Annukka è metà finlandese e metà inglese. Da bambina ha trascorso molte estati in Finlandia, e le foreste, i laghi e la fauna di quella terra sono per lei una fonte costante d’ispirazione. La sua opera attinge alle tendenze del design scandinavo attuale e degli anni ’50. La terza collaborazione con il brand internazionale di design Marimekko sarà in vendita quest’autunno.
La fiaba magica sull’amicizia e l’avventura di Andersen è stata anche l’ispiratrice di Frozen della Walt Disney. Il volume è rilegato in tela azzurra con decorazioni in foglia d’argento. 

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Hans Christian Andersen
La regina delle nevi 
White Star Kids , 2015


La regina delle nevi

Tutta la magia di una delle fiabe più amate da Hans Christian Andersen rivive in queste pagine attraverso le illustrazioni di Manuela Adreani.

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Realizzato e pubblicato dalla Fondazione Centro Studi Campostrini, dicembre 2017.